c'ho ragione e i fatti mi cosano


¦ venerdì, agosto 17, 2007 ¦

non ho mai pianto alla notizia di una morte. Non ho spiegazioni, è così ogni volta, io sto lì a cercare parole per chi si è preso il carico e mi ha chiamato. Io voglio consolare il messaggero. E' lui che soffre, a me non viene da piangere, penso che è andata così, basta. Cerco le ragioni: si, la sfiga torna sempre utile, il destino invece mai, il destino è solo per qualcosa di buono. Ci vogliono ore, qualche volta giorni. Non ho mai dovuto fare il messaggero, o forse una volta, dall'altro capo del telefono nessuno ha pianto.
Gaetano ha solo aperto la finestra e fatto questa cosa.
Prima ha scritto una lettera, buona solo per i giornali e le lacrime di chi ha bisogno di una tragedia. Il mio messaggero al telefono ripeteva solo che Gaetano non c'è più, e io che la felicità non è essere intelligenti e brillanti come lui, che esistono persone che vogliono altro, che ribaltano la vita: un esame è un atto naturale, una storia d'amore un motivo di vanto o di disperazione. Nessuno ha colpa, stavolta: nessuno ha capito, perchè lui era veramente brillante. Ha solo aperto la finestra e ascoltato il rumore che aveva in testa, dopo aver scritto la lettera di scuse.
forse devo scrivere una lettera alla famiglia. no, non soffro di manie di protagonismo, non c'entra nulla in questo momento.

ieri ho corso un giro a perdifiato, cuffie nelle orecchie, volume alto-altissimo, rock. Perchè volevo perdere il fiato, e non dovere e non potere urlare.

ora sta tramontando sulla spiaggia. Un altro giorno. Ho Ian Curtis nelle orecchie, e non è successo volontariamente. Me ne sono stato qualche minuto a pensare: non so come abbia scelto di morire lui, ma aveva poco più di 20 anni e ha scelto, come Gaetano. Io voglio solo tanto rumore nelle orecchie, e pensare solo a Gaetano che non c'è più e alle persone che perdiamo per loro scelta, perchè sono "fatte male", non gli basta essere brillanti, e noi non abbiamo colpa. O forse invece si.

and love, love will tear us apart.


¦ martedì, agosto 14, 2007 ¦

il blog è utile.

usa il tuo amico blog.

ad esempio, hai comprato per la prima volta Limes (ma come sto diventando serio, anche le riviste impegnate), hai aperto la prima pagina e hai sentito QUELL'odore. L'odore che aveva un certo libro, ma che non ti ricordi.

apri il blog e lancia il concorso: indovina di cosa profuma Limes. Oh si, di cultura impegnatissima e soprattutto per questo entusiasmante numero sull'immigrazione, la mia battaglia persa preferita. Ma chi se ne frega dell'immigrazione, DEVO sapere dove ho sentito quel profumo. Poi mi leggerò persino Limes e mi sentirò tanto preparato e spiattellerò in faccia a tutti ogni singola statistica. Sisi imparo tutto a memoria.

ma ditemi dove ho sentito quel maledetto odore.

poi ieri ho pensato per la prima volta che potrei anche non innamorarmi mai più. Al limite mi compro limes e odoro, no? Potrei anche alternare, un numero della rivista, una donna di passaggio di cui non innamorarmi. Fico. Per Limes basta tirare fuori 12 euro ogni 2 mesi, per la donna si fa più complicata la faccenda. E mica è detto che profumi per giunta!

(questo post fa schifo così il prossimo sembrerà bellissimo)
(si perchè ho deciso che inizierò a commentarmi da solo, mantenendo un tono molto critico e distaccato sia chiaro)


¦ sabato, luglio 28, 2007 ¦

VICARIATO
(vita cariata del precariato)

2
io l'ho capito un po' 'sto Luca, anche se non gliel'ho detto.
ho imparato che molte persone quando parli di loro si chiudono a riccio, alcuni hanno paura di sembrare deboli se non lo fanno, altri non accettano consigli, altri ancora, e Luca tra questi, vogliono essere gli unici custodi dei loro difetti. Quasi a volerli cullare, non per cattiveria, e tantomeno perchè si credono superiori, no: lo fanno perchè non hanno nessuna intenzione di ascoltare un'altra voce mentre dice le stesse cose che si ripetono ogni giorno, anche più volte al giorno.
Luca quando non è sicuro di un aspetto del suo carattere, di una rielaborazione di quello che gli è successo, di una sua qualsiasi interpretazione, ti chiede di andare a prendere un caffé. Poi vi sedete sui gradini e ti fa una premessa dettagliatissima, perchè quando sarà arrivato alla domanda non avrà voglia di tornare indietro a spiegarti un dettaglio, o un passaggio logico del ragionamento: non avrà più voglia di parlare, tocca a te, lui vuole solo ascoltare.


¦ giovedì, luglio 19, 2007 ¦

VICARIATO
(vita cariata del precariato)

1 
Luca l'ho conosciuto all'università. Studiava - e studia ancora - in biblioteca, come se non si fosse laureato quasi 3 anni fa. Se glielo chiedi te lo dice con un'espressione a metà tra imbarazzo e orgoglio, ché la sua è una scelta. Quella di studiare ancora, intendo.
Adesso sta preparando l'esame da avvocato, ma non per fare l'avvocato, dice. Il fatto è che quel titolo gli serve per fare ALCUNE cose che sono di competenza esclusiva degli "avvocati", insomma gli serve la targhetta Avv. Se gli chiedi quali cose, ti risponde: "dei tipi di ricorso", con fare sbrigativo e il tono della voce un po' più basso, e lo capisci subito che pensa che se te lo spiegasse per filo e per segno potresti addormentarti.
però ti viene pure il dubbio che stia pensando che non capiresti niente, e ti vuole risparmiare la fatica.
e poi c'è l'ultima possibilità: che sia convinto che non te ne frega niente, tutto sommato.


¦ giovedì, luglio 12, 2007 ¦

Dario dice che dobbiamo tutti uscire dal SISTEMA.
Lui la mattina si alza e lavora a cose che non gli piacciono, poi guarda gli altri, la sera, dentro al posto che ha tirato su con le sue mani (insieme alle mani di chi adesso lo ascolta), e dice a tutti che non deve essere solo tempo libero, quello. il tempo libero può essere lavoro; il lavoro tempo libero che diventa occupato quando si impara che ci si deve provare. per vivere di questo. si può vivere delle passioni. ha ragione Dario. chi ha più passioni, avrà più vita e vitalità.

io credo che le cose succedano. non esiste destino; il mio Dio si chiama CULO. ci sono cose che non dipendono da noi e da niente, succedono e basta.

è culo pure quando uno muore, si. culo al contrario. ma succede. succede anche di bestemmiare, ma non servirà. nessuno ti da indietro il tempo e non abbiamo fatto in tempo a brindare alla rovina di quei bastardi e alla vita nuova in campagna. io non ho imparato a suonare la chitarra. forse non avevo tutta sta passione. io da quella sera però ho abbassato la capoccia perchè ci voglio provare. odio i giornali e quando ero piccolo volevo fare il giornalista. mi fa schifo il SISTEMA e mi posso permettere di inseguire le passioni. Giancarlo l'avrà capito che sorridevo invidiandogli la capacità di godersi le briciole, pure se gli dicevo che tanto tutto cambia perchè nulla cambi? Lui l'ha inseguite le passioni, e c'ha avuto culo al contrario. a lui non ho fatto in tempo a dirlo, a Dario lo scrivo qui.

grazie. 


¦ giovedì, giugno 28, 2007 ¦

cresci.
ti evolvi.
Cresci.
superi ostacoli.
sei allegro.
sei pieno di difetti e ci convivi, bravo.
ti butti nelle cose.
ci metti te stesso.
impari.
CRESCI.
e senti tutto questo.
però se non te lo dicono arriva un momento in cui ti spezzi. Ogni soffio di vento un crollo. E' troppo che non riesco ad essere FELICE, anzi di più, felice di essere felice. Non sto male, non sto mai male, non ho mai un motivo vero per lagnarmi, in fondo. E però mi rode, mi manca stabilità, non mi sopporto più, non mi supporto più, non basta più. Non mi basto, più.

tutto il resto non conta.


¦ venerdì, aprile 06, 2007 ¦

sopra all'ingresso principale c'è scritto "scienze politiche-giurisprudenza". Il ponte tra le parole continua in un ponte fisico che unisce questi palazzoni fascisti che d'inverno sono di una bruttezza rara e d'estate di una malinconia e povertà opprimenti. Mi sono immaginato un ponte pure dentro alla mia testa, sono sull'altro lato adesso. I bolscevichi dicevano che la vita è politica, i siberiano che la vita è vera e la politica no. Io sapevo che le SCIENZE sono vere. Ho passato una serata tremenda una volta in un pub, discutendo, con un presunt(u)o(so) filosofo di vent'anni, dell'etimologia/natura/significato della parola e del concetto di scienza. Dentro ai corridoi delle due facoltà non mi perdo più, è come se fossero mie: due facoltà, due università, due vite? però c'è il sole.
mi ha convinto che la vita è attraversare un bel po' di ponti, prendere strade a caso, fidarsi del senso dell'orientamento, perdersi pure, e però alla fine arrivarci, dove volevi andare. Invece ieri ho scoperto che Bruno Pontecorvo, che era un fisico stra-famoso e pure un comunista convinto, dopo essere scappato ed essersi trovato quasi prigioniero in Russia per 40 anni, prima di morire disse che era solo una brava persona che aveva fatto una scelta sbagliata, rimanendo però una brava persona. Se lo dicesse sorridendo non lo so. In quel caso potrei seriamente pensare di chiamarlo un po' eroe. Sbagliare in buona fede restando brave persone è meglio e più difficile di scegliere sempre la cosa giusta, secondo me.
Caustico o cinico?
 


¦ giovedì, marzo 29, 2007 ¦

quand'ero piccolo non mi immaginavo da grande.
non ho mai pensato che sarei stato in un modo piuttosto che in un altro. al massimo ho pensato ad un paio di mestieri, ma cazzate.
forse è meglio, niente aspettative da tradire. Forse sono nato cinico come mio padre. Però poi perdo tempo a pensare alle cose, e a me, e quindi evidentemente tanto autocinismo non c'è.
oggi non mi riesco a immaginare nel futuro. anche solo 2-3 anni.
né tantomeno immagino famiglia o simili.
non so se mi piace come sono.
ma so che non so cambiare. per cui...
odio sentirmi dire che qualcuno può avere del timore reverenziale, la reverenze le lascio a chi ha bisogno di mettersi su un piedistallo per paura di guardare negli occhi. Odio le immagini di me che ha la gran parte della gente. Odio che dicano ad altri che mi vogliono bene e poi davanti facciano i saltinbanchi per conquistarmi. Che siete, dei cani? e io che so', l'imperatore che può fare il pollice verso?
non ho aspettative su di me, ce l'ho su quello che sarò capace di avere intorno. Sulle persone, troppe aspettative. E infatti poi si diventa cinici, perchè le persone non sono all'altezza.
e poi non voglio questo o quello, non riesco nemmeno a pensare che mi piacerebbe frequentare dei posti piuttosto che altri. Non me ne frega niente.
ma poi che discorso, per dire che? boh, però secondo me si capiscono tante cose. Ho del sonno arretrato, mi sa.


¦ giovedì, marzo 22, 2007 ¦

Il Dalemma

Daniele Luttazzi (27 febbraio 2007)



Ogni disastro non ha mai un solo colpevole. E’ sempre il risultato di una catena di eventi. Cominciamo dall'inizio:

Qualche mese fa, Berlusconi teme di perdere le elezioni e cambia la legge elettorale con una porcata.

Poi il 49% degli elettori lo vota ancora nonostante 5 anni fallimentari.

Poi vince d’un soffio l’Unione.

Poi nasce una maggioranza debole, specie al Senato.

Poi è urgente fare la Finanziaria e gliela lasciano fare.

Poi il Partito Democratico stenta a nascere.

Poi la Chiesa vuole bloccare il Partito Democratico per evitare la deriva laicista su eutanasia, pacs, eccetera.

Poi i DS subiscono a sinistra il pressing dei pacifisti, che raccolgono sempre più consensi su temi sensibili come Vicenza e Afghanistan.

Poi nei DS Mussi minaccia la scissione e la confluenza a sinistra.

Che fare? Cedere alla sinistra pacifista sulla politica estera o restare amico di Condoleeza Rice? Era il dilèmma di D’Alema. Era il dalèmma.

A questo punto del poker, D’Alema, che è permaloso come un campo minato, va a vedere:-Se si va sotto al Senato, tutti a casa.-

E così è stato.

Cade il governo Prodi, e subito tutti i commentatori, i tg e i talk-show a dare la colpa ai due senatori di sinistra che non hanno votato, Turigliatto e Rossi.

Ma è un falso. Se anche i due avessero votato a favore, infatti, in base al regolamento del Senato la soglia dei voti necessari si sarebbe alzata di uno: quindi un voto sarebbe comunque mancato.

Nessuno lo ha spiegato agli italiani, di cui sono stati però subito raccolti tutti gli sfoghi indignati e delusi. Una manipolazione da manuale. Metodo ormai testato, lo stesso con cui ci hanno venduto la guerra in Iraq.

C’è anche chi ha dato la colpa ai due senatori a vita che si sono astenuti, Andreotti e Pininfarina. Possiamo dare la colpa ad Andreotti e Pininfarina? Oh, mi piacerebbe: sarebbe come comprare una scarpa col calzino incorporato. Ma non sarebbe del tutto vero, nonostante Andreotti si sia scusato ("Se sapevo che cadeva il governo avrei votato diversamente.") usando la stessa faccia con cui dieci anni fa negò di conoscere i cugini Salvo.

E' stato dunque un complotto? No, politica all'italiana. Prodi poteva benissimo non dimettersi. Lo ha fatto per metterci il carico da 90 e ottenere il risultato che voleva: i 12 punti che "rilanciano" l'azione di governo, con Pdci e Rifondazione che chiedono scusa e uggiolano nell'angolino dove li hanno cacciati. Cai cai cai!

Ci avevano impiegato quattro anni per redigere il programma dell'Unione! Adesso in un giorno sbucano fuori dodici punti che spostano al centro l'azione di governo. Ci ritroviamo con un governo Prodi-Vaticano. D'Alema: "La politica della testimonianza la lascio a Franca Rame." Che cinismo! Ma se uno in politica non testimonia gli ideali in cui crede, perchè fa politica? Per tradire se stesso? No, e infatti D'Alema esprime i propri. D'Alema: "Certa sinistra non serve all'Italia". E' la sinistra che tutti bollano come "radicale" per coprirla di ignominia. E' la sinistra pacifista. E' la sinistra.

E' la sinistra che non vuole il Partito Democratico: equivale al 12% ( Pdci, Rifondazione, Verdi + correntone DS ).

Un politico che usa la sua maggioranza con arroganza è un politico mediocre e D'Alema lo è. Infatti i DS si stanno sfasciando.

Come ministro degli Esteri, poi, D'Alema, come Blair, ha ben poco di sinistra: quand'era capo del governo autorizzò i bombardamenti in Kosovo dicendo che c'entrava l'Onu e non era vero ( tutti adesso concordano sul fatto che quei bombardamenti non erano necessari, era meglio una più energica azione diplomatica, come sostenevano i pacifisti; per fermare Milosevic, che aveva massacrato 2000 civili, le bombe Nato di D'Alema ne massacrarono altri diecimila! );

così come adesso D'Alema sostiene che in Afghanistan c'entra l'Onu E NON E' VERO: le nostre truppe sono sotto il comando del Pentagono. Il ministro della Difesa Parisi ha detto al Tg2:"Quella in Afghanistan è una missione militare per la pace in una situazione che presenta molti tratti che richiamano la guerra." Sono io, o questa frase di Parisi presenta molti tratti che richiamano la stronzata?

Siamo in guerra, nonostante la nostra Costituzione lo vieti. Una guerra in cui i talebani vengono accolti come liberatori nel sud del Paese! Con gli USA che ammettono di non sapere quando potrà finire, e che forse si farà la guerra all'Iran! Che ci stiamo a fare là, se non la guerra per conto terzi? Facciamo quello che vuole Bush, ma 10 anni fa gli USA erano CON Saddam, oggi contro. Erano CON i talebani, oggi contro. Si decidano, o il resto del mondo penserà che D'Alema non abbia una politica estera!

Tutti a parlare di "responsabilità" agitando il ricatto dello spauracchio berlusconiano. "Zitti tutti! Buoni! Volete che torni Berlusconi?" No di certo, ma le soluzioni sono almeno due, non c'è solo la vostra.

La Repubblica ha scomodato addirittura il filosofo Galimberti per spiegare che una politica responsabile tiene conto delle conseguenze. Il pacifismo è allora irresponsabile? O immaturo, come sostiene sempre D'Alema? Votare in favore della guerra è tenere conto delle conseguenze?

Ma alla pace hanno mai dato una vera possibilità? Non mi pare, mentre le loro "soluzioni responsabili" finora hanno solo aggravato i problemi e provocato centinaia di migliaia di morti. Tutto per lucrare sulle condotte di gas e petrolio in quella regione.

Come vedete, il disastro è una catena di eventi. Lo so che sembra folle, ma vi assicuro che aveva un senso quando la settimana scorsa me l’ha spiegato, Cossiga.


¦ lunedì, marzo 19, 2007 ¦

ho finito due cose in vita mia, di quelle che ho cominciato.

la carriera scolastica:
scuola dell'obbligo, ok, è obbligo, è uguale per tutti, non potevo combinare niente. MA
superiori: potevo fare tutto, dovevo fare il classico, ho fatto lo scientifico, perchè dovevo dimostrare di cavarmela con la matematica.
università: deciso che con la matematica avevo già dato, potevo fare economia, potevo fare scienze politiche, lettere, boh una cazzo di materia umanistica. Legge. Dico io: perchè uno si fissa che vuole fare l'avvocato penalista, per giunta.

la pratica legale:
vuoi fare il penalista? fai il penalista.
6 mesi per capire che non c'entravo niente. Per cambiare tutto.
PERO'. Se non fai la pratica legale, e poi l'esame, e non lo passi, non puoi fare l'avvocato in nessun modo, o meglio, non puoi farlo neanche all'estero, è demenziale, uno si prende il titolo in italia per esercitare fuori, passa l'esame sulle leggi italiane e con quel titolo va fuori. Invece chi va fuori senza titolo italiano deve rifare l'università.

per dire che non avrei finito manco la pratica, se chi decide ste cose non fosse più malato di me.
ah, non mi serve uno psicologo, già so tutto, e c'ho rinunciato, va tutto meravigliosamente bene così.


¦ lunedì, marzo 05, 2007 ¦

mi sono fatto crescere la barba.
mi sta malissimo.
me la sono tagliata.
mi copro la faccia, poi la scopro.
ho scoperto che se mi chiedessero dove voglio andare non saprei rispondere. ma nemmeno se intendessero semplicemente in vacanza.
io voglio un sacco di cose, ma non me ne frega niente di automobili vestiti e altre spese del cazzo.
adesso mi alzo la mattina sempre ad un'ora decente tranne il sabato e la domenica, ho un'idea di cosa devo fare di giorno in giorno. non ce l'ho su qualcosa di più dei prossimi 3 mesi. non ho un capo, il capo sono io. è più difficile di quanto credessi.
ho scritto un progetto per una cosa serissima e di lavoro, e un progetto per una cosa più seria ancora ma non di lavoro. quasi quasi sto imparando a scriverli.
mi sarebbe piaciuto fare il giornalista ma in italia è difficilissimo fare il giornalista senza fare altro, senza sputtanarsi, senza rendere conto a qualcuno più potente. poi mi sarebbe piaciuto scrivere ma non sono abbastanza convinto dei miei mezzi.
se contasse solo sentirsi all'altezza adesso andrebbe tutto benissimo.
ma non è così. non sarà lo share, non sarà l'auditel, ma alla fine in tutto quello che si fa ci vuole il riscontro. sondaggio. indice di gradimento. fattibilità.
  


¦ mercoledì, febbraio 21, 2007 ¦

mamma mi diceva "fai del bene, ti tornerà indietro".
il bene come mezzo e fine.

io dico che il bene non ti torna mai indietro, lo faccio per farlo, quando mi va di farlo. e poi cominciano le ansie:
capiranno che lo sto facendo senza secondi fini?
riuscirò a fare veramente del bene?
non è che sotto sotto ho un secondo fine?
ma sarò fesso?
perchè questa non è la reazione che mi aspettavo?
il bene come mezzo verso LA fine.

secondo me è bene solo quando lo fai e finisce all'istante.

tutto il resto sono altre cose.

tra un mese mi siederò dietro a una cattedra (solo metaforicamente perchè nella realtà non ci tengo proprio): dall'altra parte, qualcuno sarà più grande di me. ce la faccio? ce la faccio. mi ci mandano, vuol dire che ce la faccio.

farò bene.


¦ venerdì, febbraio 16, 2007 ¦

devo spiegarla bene questa, potrebbe facilmente passare per una cazzata.

chi può scegliere, e sottolineo chi può, finisce per fare il lavoro che lo rappresenta meglio. Non lo pensavo, prima. Ora si.

non ho un ufficio, ma mi farò ospitare dai miei amici della radio. Che fico, una vera sede di una vera radio. E io al pc che faccio una cosa che non c'entra un cazzo. E' troppo rock.

poi ho scelto di fare un sacco di cose, diverse. Università, perchè il cordone ombelicale non bisogna tagliarlo, quando non c'è un'ostetrica di mezzo è tutto più facile. E poi sta parola "consulenza" che mi fa un po' ridere ma tant'è, adeguiamoci. L'unica cosa a cui non mi adeguerò è usare parole non italiane per dire cose che hanno già un nome in italiano.

così, cose diverse, ma con un comune denominatore. Non è vero che per essere bravi bisogna fare solo una cosa, specializzarsi sempre di più. Bisogna trovare un RAMO, e poi metterci le foglie. Che palle un ramo con una sola foglia. L'importante è non andare a togliere luce all'albero di fianco, che magari poi si fa rodere. Ah, e non togliere luce al ramo di sotto. Un ramo per uno, luce per tutti.

è tanto semplice.


¦ martedì, dicembre 12, 2006 ¦

tutore: genericamente, chi assolve a compiti di protezione e di difesa. un tutore dell'ordine, il massimo grado di protezione e difesa.

federico aveva 18 anni.
nanni 21.
federico è morto per strada, una mattina all'alba, forse le 5 e mezza, forse le 6. di un 25 settembre qualunque.
nanni è morto in una cella d'isolamento, di sera, un 5 ottobre qualsiasi.
i genitori di federico lo vedono per l'ultima volta la sera del 24, un sabato, prima che vada a lavorare e esca con gli amici. quelli di nanni lo vedono la mattina del 4 ottobre, prima che esca, quando è già latitante. e lo sanno, che è un latitante, sanno che è un militante di un'organizzazione che si chiama terza posizione, sanno che il 23 settembre hanno cercato di arrestarlo, "associazione sovversiva" la chiamano, 270bis del codice penale. contro l'ordine costituito.
nanni fa politica, per strada. fa a cazzotti. usa anche il martello qualche volta. ha una cicatrice di 3 cm sull'addome, ricordo di una coltellata. gioca a rugby. federico no, non c'entra niente con la politica. non è certo un corazziere, né gioca a rugby, né sa usare i martelli per darli addosso a qualcuno. eppure.

nanni si è impiccato. un ragazzo così forte. federico? no, proprio no.

quando hanno fatto l'autopsia sul corpo di nanni, i segni sul collo erano una delle ferite meno gravi.
quando l'hanno fatta su federico, beh, di lividi, tagli, ferite ce n'erano troppi. ma avevano un motivo: era drogato, lo avevano fermato dei poliziotti, tutori dell'ordine. è scappato, però l'hanno preso subito. urlava, scalciava, pare. ma urlava anche prima, se è vero che i tutori dell'ordine sono stati avvertiti proprio per questo 18enne che da segni di squilibrio, urlando alle 5  di mattina. drogato, si. così tanto che quando lo fermano, forse per terrore che gli tolgano la patente, forse addirittura solo perchè si rende conto che non ha la carta d'identità e potrebbero portarlo al commissariato, peggio, potrebbero chiamare i genitori, e lui è drogato ma i suoi mica lo sanno, ovviamente...forse...intanto inizia a dare testate contro qualunque corpo contundente trovi. deve averle date anche contro i manganelli di due tutori dell'ordine, perchè dopo qualche mese si scopre che due sono stati rotti, quel giorno. insomma è talmente autolesionista che lo ammanettano e lo bloccano a terra. fortissimo, perchè se no da le testate. e poi succede l'imprevisto, si ferma il cuore di federico. un attacco cardiaco. i drogati ce l'hanno questi attacchi, si chiamano "malori" nel mattiniero delle questure. nel quartiere si sparge la voce, "è morto un albanese". un extracomunitario. un drogato. un autolesionista. federì, e c'avevi solo 18 anni pe fortuna. pensa a 20, se continuavi così.
e invece nanni era un sovversivo, dava le martellate, prendeva le coltellate, si menava coi "rossi". poi difendeva il cugino, rossissimo. poi le dava agli altri rossi. poi le dava pure ai "fascistelli coglioni", quelli che menano i più piccoli, perchè si, è da infami menà i più piccoli. insomma no, non basta. era pure un terrorista, uno che poco tempo prima ha partecipato a un agguato davanti al giulio cesare, un morto, un tutore dell'ordine, uno famoso, lo chiamano serpico alla questura di roma. e 3 feriti. due moto, sopra ci sono giusva fioravanti e francesca mambro, e luigi ciavardini, che di nanni è il migliore amico e c'ha solo 17 anni, ma spara contro i tutori dell'ordine. sono i nar. nuclei armati rivoluzionari. spontaneismo armato, prendi le armi e spara, contro i rossi per vendetta, contro i tutori dell'ordine per rivolta. contro-ordine. nanni che c'entra? c'era o no a 'st'agguato? non importa. nanni lo prendono la mattina del 4 ottobre, quando è già latitante, "associazione sovversiva", terza posizione, amico di ciavardini che è dei nar, come altri ex di terza posizione, "so tutti uguali, tutti amici, non c'è differenza". se uno spara o non spara contro i tutori dell'ordine, fa differenza o no? lo prendono ma lui non si fa prendere, c'ha 21 anni e il mito di odino, e delle milizie, e è grosso, e gioca a rugby, e mena, insomma se difende nanni. se difende forte, resiste ai calci, ai pugni, lo ammanettano a un palo e lo picchiano e lui non casca nemmeno per terra. ammazza, che duro sto nanni. mentre lo portano alla volante, e poi in questura, esultano. nanni stava con ciavardini, quello di 17 anni, te pare che uno a 17 anni spara contro i tutori dell'ordine, e infatti lo arrestano con molta più calma, pure se menano anche lui, ché mica famo sconti co chi è dis-ordinato. lo portano in questura con nanni, ma lui ha la metà della metà delle ferite. a nanni gli hanno menato così forte che il 7 ottobre arriva a casa sua una lettera anonima che dice che la morte è il minimo che gli potesse succedere, che i negozianti di via del tritone sono ancora sotto shock per la violenza della scena, in pieno giorno, sabato mattina. arriva in questura e continua il massacro. un ma-ssa-cro. ciavardini forse manco ci crede a quello che succede, sente i colpi della testa di nanni che sta nella stanzetta accanto alla sua. a lui no. un 17enne mica spara alla polizia, e chi ammazza serpico si merita di essere rivoltato per bene. quando esce in mezzo al cortile, ciavardini non viene picchiato perchè il poliziotto che lo strattona riesce a calmare i colleghi che lo vorrebbero linciare, e invece quando esce nanni, tenuto su dai poliziotti che l'hanno massacrato, tutti esultano, "è quello che ha ammazzato serpico, 'sto bastardo". lo portano in ospedale perchè è ridotto male. una settimana di prognosi, ma il procuratore fa affidamento sulla sua forza, è un duro sto nanni, può andare in prigione pure così. una settimana di prognosi, e chiamano l'ambulanza per trasferire un 21enne in cella d'isolamento. nanni non ci arriva a quella sera (il 5 ottobre, sono passate più di 30 ore). uno che ammazza serpico, un duro, che non stramazza a terra se non dopo il trattamento-questura. e si va a suicidare.

dalle 6 alle 11 di mattina i genitori di federico non hanno notizie, poi sanno che è morto.
dal 4 ottobre - mattina - al 5 ottobre - sera - i genitori di nanni non sanno dove sia. nessuna notizia dell'arresto, dell'ospedale, del carcere. poi "si è suicidato".

CONTRO-ORDINE. contrordine.

federico non era così drogato. una pasticca, ore prima. c'è una perizia, che lo dice. e dice che era quasi metabolizzata.
federico non ha dato testate. federico ha lesioni interne, tutti gli organi hanno dei segni. e i segni delle manette. e quella compressione del petto. è morto, dice il medico, per "excited delirium sindrome". si sono inventati un nome tecnico per le morti di paura. ma paura de che? delle botte. si, sono morti così altri pestati, negli stati uniti. non ci si crede. ma a 18 anni si può morire per paura delle botte che ti stanno dando. 2 manganelli rotti. una telefonata in cui un tutore dell'ordine col fiatone dice che "l'abbiamo pestato per mezz'ora". un corpo che rimane lì 5 ore, ed è di un drogato, un albanese, un autolesionista. una signora che vede la scena dalla finestra, e poi lo racconta. un mattinale della questura che dice "malore". 5 ore di mancata informazione dei genitori. manca pure un tentativo di rianimazione.

nanni non ha sparato a serpico. ciavardini dice che l'hanno scambiati. che lui c'ha anche provato a spiegare che era lui quello dei nar, e nanni era solo l'amico suo. nanni aveva una prognosi di 7 giorni perchè in ospedale c'è stato portato. si è impiccato, questa è una verità. è una verità? boh.
l'hanno gonfiato di botte. errore di persona? e se avessero ammazzato un 17 enne che cambiava? ma vabbè. tanto è morto nanni.

nanni non ce l'avrà mai la verità.

federico. federico è un link qui a sinistra. basta strillare per avere UNA verità? boh. ma se strilliamo tutti insieme che succede? tanto dis-ordine. sicuro.

stato: la condizione interna (fisica, psichica, spirituale) o economica in cui una persona in un dato momento si trova.
comunità di persone insediate e organizzate politicamente in un territorio, indipendente rispetto ad ogni potere esterno; l'organizzazione con cui tale comunità si regge ha, all'interno, poteri sovrani sopra ogni persona che ne fa parte; con questo sign. la parola si scrive solitamente con l'iniziale maiuscola, che è obbligatoria quando si parla dello Stato in senso antonomastico o quando la parola fa parte di una denominazione ufficiale, come, p.e., in Stati Uniti; con riferimento alla struttura socio-economica.

uno stato che mente, secondo me, è minuscolo.
ordinato, però. e con poteri sovrani sopra OGNI persona, albanese, drogato, autolesionista. assassino di serpico.
per quello, io comincerei a strillare.
verità per aldro. intanto, se non altro, se hai letto fin qui, premi. click.

 

 


¦ venerdì, novembre 24, 2006 ¦

potrei scrivere dei 200 morti in iraq, di cosa penso di questa (queste) guerra (guerre), ma non aggiungerei niente a quanto già detto e scritto altrove.

la mia vita invece non la scrivono gli altri, e ci sto provando ad aggiungere qualcosa. Una settimana all'ufficialità della disoccupazione, di nuovo, però con un pezzo di carta in più. da usare, questa volta. per costruire, si. ho capito che non posso, non voglio staccarmi dall'università. è lì che nascono le idee, e le idee sono vita. si vive dentro alle proprie idee, attraverso le proprie idee, per non parlare delle idee che ci sopravvivono fisicamente: si chiamano storia, e siamo un pezzo avanti. mi accontento di meno.
voglio essere un provocatore di idee, il negozio di idee di cui parlavo può esistere, fisicamente già esisterebbe, ed è l'università, è la trasmissione del sapere, della scintilla che scatena riflessione, e da cui qualche volta nasce la creazione nuova. certo, potrei parlare di come è ridotto questo posto, ed essere molto critico. ma non lo farò, perchè io credo in poche persone, ma è pur sempre un modo di credere NELLE persone, per cui ho deciso di lavorarci su, seriamente.
già, le idee. mie e di altri. ma poi vorrei anche metterle in pratica, e sto lavorando anche su questo.
in questo buco di paese c'è una cosa che si chiama imprenditoria giovanile, e farà tutto schifo, non ne dubito, ma per pochi eletti c'è spazio. e allora dopo essermi "lamentato", decido di provare a farmi spazio, per poi essere davvero coerente e lottare per aprire altri spazi per altri dopo di me.

non piacciono a nessuno le persone che si lamentano e basta. io credo nella critica. ma critica che sia dentro il processo tesi-antitesi-sintesi. sintesi che sia movimento.
io sono l'antitesi, già. e sarò sintesi. bisogna solo vedere la forma e la dimensione, di questa sintesi.